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Inno alle donne

in counseling 24 gennaio 2018

Suona la sveglia: sono le 6.30
Alice sa già che ha mezz’ora di tempo per prepararsi, svegliare sua figlia Anna, farle fare colazione, vestirla e portarla a scuola ancora mezza addormentata, magari dopo averla anche sgridata perché sono in ritardo.
Poi dovrà correre in ufficio, pensando in tutto il tempo del tragitto alla spesa da fare, alle email a cui rispondere, al messaggio all’amica che compiva gli anni 3 giorni fa…intanto cercherà di tenere a bada il senso di colpa per aver fatto mancare ad Anna un paio di coccole e la sua merenda, dimenticata in cucina.
Mangerà un panino al volo alla scrivania, perché il capo le ha fatto capire che le assenze, quando Anna è malata, stanno compromettendo la sua posizione…non può permettersi di rimanere indietro.
Alle 6 correrà di nuovo verso il traffico, sperando che non piova perché tutto si rallenta, andrà al supermercato a recuperare 4 cose da mettere a tavola, e poi a prendere Anna a casa dell’amichetta che per fortuna ha la baby sitter simpatica.
Dopo cena stenderà il bucato (benedetto chi ha inventato la partenza progammata per le lavatrici), sistemerà il disordine lasciato dalle corse della mattina, infilerà la merenda dimenticata nella cartella di Anna e poi, come sempre, si addormenterà sul divano, davanti alla televisione accesa.
Per fortuna oggi è andato tutto liscio.

Sara sta tornando a casa.
Mauro dovrebbe essere già arrivato, probabilmente sarà davanti alla tv o in giardino a parlare coi vicini.
Una parte di lei è felice perché in ufficio ha avuto una bella gratificazione dalla sua nuova responsabile (una donna brillante, carismatica, solare…tutto quello che anche a lei piacerebbe essere), ma Mauro continua a dirle di non dedicarsi troppo alla carriera, perché la costruzione di una famiglia ha la priorità su tutto, e adesso è il momento giusto.
Quindi si terrà la sua piccola vittoria per sè, e si dedicherà alla cena e alle bollette.
La lotta però continua nella sua testa: da un lato la voglia di affermarsi come donna e professionista, e dall’altro il richiamo alla maternità che si fa sempre più insistente: tutti si aspettano che segua il percorso prestabilito “convivenza-matrimonio-figli”.
Tutti tranne il suo corpo, che sembra non volerne sapere di assecondare le aspettative…se solo ci fosse una soluzione che fa felici tutti.

Alessandra si guarda allo specchio: “quella maledetta ruga in mezzo agli occhi è sempre più profonda, sarà il caso di andare a coprire tutti questi capelli bianchi, accidenti alla pancetta che non se ne vuole andare nonostante tutta l’attenzione che ci metto fra pranzo e cena…sarò mica in pre-menopausa?
Meglio concentrarci sul lavoro: oggi c’è un l’incontro con il cliente che non posso assolutamente perdere, i ragazzi in ufficio hanno lavorato così tanto sul progetto, e poi l’agenzia è tutta la mia vita.
Se solo fosse possibile rallentare il tempo…”

Alice, Sara e Alessandra sono donne come noi: eroine della quotidianità, sospese fra i ruoli da interpretare nel mondo, i desideri del loro cuore, e il bisogno di dare senso della vita che stanno vivendo.

Solo per oggi, celebriamo questo loro eroismo: riconosciamo la forza straordinaria che serve per far fronte a tutto, sempre, nonostante la fatica.
Riconosciamo il sacrificio di sé che moltissime fanno, mettendosi all’ultimo posto, spingendo i sogni sempre più in fondo nel cassetto, rinviando per l’ennesima volta quell’oretta di stacco, che ci sono cose più urgenti, sempre.

Da domani però, dopo aver preso atto di tutto questo, impegniamoci prima di tutto con noi stesse per cambiare le cose: le donne che verranno dopo ci ringrazieranno 🙂

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