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In quante lingue sai dire “ti amo”? E se ce ne fosse una speciale?

in Relazioni di coppia 2 ottobre 2018
Ci sono molti modi di dire “ti amo”: a parole, con un abbraccio, con un regalo…sembra però che ci sia un modo specifico per far sentire l’altro veramente amato, in un modo così profondo e duraturo che i diamanti a confronto sono vetrini da spiaggia.
 
E’ la teoria di Gary Chapman, autore de “I cinque linguaggi dell’amore” che ho appena finito di leggere nell’ambito delle mie ricerche sulla coppia, quello che può rendere una relazione duratura (almeno più di una confezione di ceci in scatola, dai che sono ottimista) e la nostra vita più felice.
Il libro non è proprio recentissimo e ci sono un pò troppi riferimenti religiosi per i miei gusti, ma a parte questo mi sento di salvare la maggior parte del contenuto, almeno come spunto di riflessione.
Ritengo infatti verosimile che ognuno di noi abbia un canale preferenziale, attraverso il quale l’amore diventa un’esperienza davvero molto appagante.
E che, viceversa, se quel canale non viene utilizzato, non ci sono rose o cioccolatini che possano alleviare la sensazione di solitudine o abbandono.
Ecco quindi quali sono i 5 linguaggi, come possiamo scoprire quale è il nostro e quello del partner e come possiamo utilizzarli anche per provare a rivitalizzare una relazione un pò sofferente.
Così come una macchina col serbatoio in riserva non andrà lontano, così il nostro cuore svuotato dalla routine e dalla mancanza d’amore potrebbe arrendersi (o andare a fare il pieno altrove).

1. Affermazioni

Le affermazioni sono parole di lode, approvazione, attestazioni di rispetto e sostegno che permettono a chi le riceve di rinforzare la propria autostima, essere confermato nel proprio valore e sapere che i propri sforzi vengono notati e apprezzati.
Spesso si tratta di persone che fanno della performance (sportiva, economica, culturale) un punto di forza della propria vita, o che si sono trovati a dover appagare genitori molto esigenti impegnandosi ad essere “i primi”.
Se il partner fa mancare il proprio sostegno con affermazioni incoraggianti o, peggio, nei momenti di conflitto ricorre al biasimo (uno di 4 cavalieri dell’apocalisse amorosa), la ferita inflitta sarà molto più grave di un pugno nello stomaco dopo il pranzo di Natale.

2. Tempo di qualità

Questo sconosciuto. Possiamo tranquillamente incolpare cellulari e social media per l’estinzione quasi completa di un’ora ininterrotta di attenzione incondizionata.
Forse si salva solo il dentista, sarà per quello che è felice.
Per le persone il cui linguaggio è il tempo di qualità sono tempi durissimi; e pensare che basterebbe poco: una colazione con calma la domenica mattina, una cenetta intima coi cellulari in modalità aereo o almeno i bimbi dai nonni, la televisione spenta a cena…
Qualunque cosa possa dire “sono qui con te, e non conta nient’altro in questo momento”.

3. Regali

Lo so, lo so, adesso mi direte di rimangiarmi la storia dei diamanti e dei vetrini in spiaggia…e invece no.
Soprattutto se avete bambini piccoli o gatti, sapete che anche un pezzo di biscotto bausciato o una povera lucertola agonizzante possono far esplodere un cuore di gioia (ecco, magari non prendetemi alla lettera in quest’ultimo caso, a meno che non abbiate un partner sadico).
Spesso infatti non sono i regali costosi quelli più apprezzati, ma quelli che testimoniano attenzione alle preferenze, o uno sforzo particolare nel realizzarli (tutto ciò che è fatto a mano ad esempio).
Quando lei si arrabbia perchè ti sei dimenticato l’anniversario, in realtà non gliene frega niente della borsa di Hermès: le bastava un portachiavi riciclato dall’ultima festa aziendale, ma intriso del tuo amore. Dai che ce la puoi fare al prossimo compleanno… 😉

4. Atti di servizio

Traduzione pessima che include: buttare la spazzatura, cambiare la lettiera al gatto/portare fuori il cane con la pioggia, lavare i piatti dopo la serata con gli amici…tutte quelle attività insomma che se potessi riscrivere la Divina Commedia avrebbero un loro girone dedicato all’inferno.
E invece le fai, per amore. E tanto più ti pesa ma sai che all’altro fa piacere, tanto sale il livello della ricarica del suo serbatoio di appagamento emotivo.
Chiaramente, si presuppone che i tuoi gesti siano dettati appunto dall’amore, e non usati come arma di ricatto per ottenere quello che vuoi: la posta in gioco è la felicità del partner, che sarà quindi contento di poter contraccambiare spontaneamente.
La raccolta punti lasciamola alla spesa…

5. Contatto fisico

Questo è il linguaggio più frequentemente frainteso, perchè per contatto fisico si intende il sesso, certo. 
Ma anche carezze, abbracci, massaggi ai piedi, grattini sulla schiena, passeggiate mano nella mano…
E’ quindi una modalità sia maschile che femminile, solo che spesso viene espressa in modi diversi.
Per le donne generalmente il sesso arriva come naturale conseguenza del fatto di sentirsi amate, apprezzate, desiderate.
Per gli uomini, viceversa, generalmente il sesso è la garanzia che tutto funziona, e quindi poi ci possono stare anche le coccole e i massaggini.
Siccome spesso l’intimità fisica è la prima a saltare quando le cose non funzionano, meglio assicurarsi che il serbatoio emotivo dell’altro sia pieno il più spesso possibile; le probabilità di “andare in bianco” caleranno drasticamente.

Come dici “ti amo”? E come vuoi sentirtelo dire?

Spesso succede che usiamo il nostro linguaggio per esprimere amore: se a me piace ricevere regali, è molto probabile che ne farò spesso al partner per fargli sentire tutto il mio affetto.
Se però lui/lei parla la lingua del “tempo di qualità”, davvero non c’è diamante o borsa di Hermès che tenga. Spendete l’equivalente per un weekend romantico, e otterrete il risultato che volevate.
Se siete indecisi su quale sia la vostra modalità preferienziale, provate a pensare a cosa vi mancherebbe di più se venisse a mancare, oppure di cosa vi lamentavate più spesso con l’ex (o magari tuttora col partner). Le recriminazioni sono l’indicatore più evidente del fatto che è troppo tempo che non vi sentite dire “ti amo” nella vostra lingua.

Ad amare si impara?

Esattamente come per le lingue straniere, anche quella dell’amore può essere una competenza che si apprende nel tempo e con la pratica.
E il bello è che potete insegnarvi a vicenda come fare a rendervi più felici!

Chiedete al partner quali sono i momenti in cui si sente più amato, cosa gli fa sentire che davvero tutte le vostre energie sono spese per riempire il suo serbatoio emotivo, e ditegli come lui/lei può fare altrettanto.
Di nuovo, niente manipolazioni o ricatti…sarebbe come mettere benzina annacquata nel motore; poi non sorprendiamoci se va tutto in fumo.

Se avete voglia di provare e farmi sapere come va o di dirmi cosa ne pensate, fatelo nei commenti! 🙂

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